L'Interpretazione
Le Tavole sono copia, ridotta, di testi che erano conservati negli archivi della confraternita "Atiedia" (un'associazione costituita da cittadini eccellenti della comunità Ikuvina), trascritti su bronzo per essere resi resistenti nel tempo: esse rappresentavano una specie di "breviario" redatto ad uso del sacerdote.
Durante il Rinascimento ebbe inizio lo studio della loro lingua che è ancora in atto ai nostri giorni! Sarebbe lunghissimo l'elenco degli studiosi, italiani e stranieri, che si sono impegnati nell'interpretazione delle Tavole Eugubine: citiamo i più noti: Stefano da Cremona, Filippo Buonarroti, Scipione Maffei, Prosdocimi, Devoto, Ancillotti, Cerri.
Anche se la Lingua Ikuvina non ha nulla a che vedere con la lingua degli Etruschi, la decifrazione della scrittura etrusca si è a lungo basata sullo studio di queste Tavole.
I Contenuti
Le Tavole Eugubine contengono la descrizione dei riti religiosi che in occasione delle feste, le Bimestrali e le Cereali, dovevano essere eseguiti con un particolare cerimoniale. Ovviamente da questo lungo testo, di 4365 parole, apprendiamo notizie fondamentali per la nostra storia eugubina e sulla Gubbio, capitale religiosa della civiltà umbra.
Ancora oggi, il contenuto delle tavole eugubine non può essere considerata acquisito per intero: restano ancora in discussione il valore di parole importanti e il senso di frasi intere.