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| I CERI E LA 1° GUERRA MONDIALE | ||
Gli eugubini in guerra
Nel periodo 1914-18 l'Europa ha vissuto gli anni tristi e drammatici della Prima Guerra Mondiale. Anche i giovani eugubini furono chiamati alle armi. Le Alpi videro gli atti eroici di tanti figli di Gubbio, definiti dallo scrittore Curzio Malaparte: "uomini pieni d'estro e di coraggio meraviglioso".
La Festa è vietata, ma...
Era un periodo molto triste anche per chi era rimasto a casa, pur tuttavia il desiderio di rendere omaggio a S. Ubaldo era ancora più sentito!
La situazione al fronte
Le grandi e sanguinose azioni di guerra in questo settore si erano svolte soprattutto nei primi due anni di guerra (1915 e 1916), pertanto nel 1917 il fronte era abbastanza calmo, gli italiani avevano conquistato la cima del Col di Lana costringendo gli austriaci ad arretrare qualche decina di metri, sul Monte Sief, pochi metri, ma sufficienti per non rendere visibile la vallata sottostante: Pian di Salesei.
La Festa dei Ceri del 1917
Qui i nostri decisero di fare la Festa dei Ceri. La cosa fu decisa con diversi mesi di anticipo. Ebbero l'aiuto del Capitano Rinaldo Chelli (autore delle foto giunte a noi) e dell'alto comando, pertanto fu possibile costruire i tre Ceri con relative barelle e statue dei Santi.
Quel 15 maggio fu un giorno piovoso, ma il programma della festa si svolse regolarmente con la S. Messa alle 9.00, l'alzata alle 12.00 e la corsa alle 17.00. Fu allora che, come scrive Gerardo Dottori: "un Cappellano benedisse i Ceri e i Ceraioli, i quali in grigio verde, con un fazzoletto rosso al collo, e al canto della famosa marcia dei ceraioli, issarono la tre grandi macchine e si lanciarono su per l'erta mulattiera del Col di Lana che conduce a Salesei
..tutti si lanciarono all'inseguimento dei matti di Gubbio e ognuno voleva raggiungere uno dei Ceri per poter dare la spallata, tutti con un entusiasmo travolgente correvano su per la faticosa via a zig-zag che in venti minuti fu superata e il cero del Santo protettore di Gubbio, S. Ubaldo, toccò la piccola spianata della baracca blindata dove risiedeva il comando del 51° fanteria".
I mesi seguenti
Pochi mesi dopo, il 24 ottobre, la ritirata di Caporetto: l'esercito italiano dovette abbandonare, in grande fretta, le posizioni conquistate e ritirarsi sulla linea Monte Grappa - Montello - Piave. Naturalmente dei Ceri del 1917 si perse ogni traccia, ma poco importa, avevano ben svolto il loro compito!