Protagonista del Risorgimento
Nel 1846 si iscrive alla "Carboneria", altra società segreta rivoluzionaria, e nell'anno seguente alla "Giovane Italia" fondata da Giuseppe Mazzini.
Angelico Fabbri si prepara ad essere un protagonista del "Risorgimento" italiano.
Infatti nel 1848 prende parte alla sfortunata "prima guerra d'indipendenza" e nell'anno successivo alla difesa della breve vita della "Repubblica Romana" e in tale occasione conquistò la stima, la fiducia e l'amicizia di Garibaldi.
Erano i primi tentativi di quel processo di unificazione politica dell'Italia, che porterà alla realizzazione e la nascita dello stato nazionale, dopo la conquista di Roma capitale (1870).
Al suo rientro a Gubbio, fondò l'associazione segreta "Italia e Popolo" che aveva lo scopo di sostenere e armare tutti coloro che combattevano contro lo Stato della Chiesa e di favorire il raggiungimento dell'unità d'Italia.
Negli anni cinquanta prosegue la sua attività politica ma abbandona l'idea repubblicana e aderisce al "Programma Piemontese" tendente a riunire tutta l'Italia sotto i Savoia, casa regnante del Piemonte.
Nel 1859, allo scoppio della "seconda guerra d'indipendenza", si occupa dell'arruolamento e dell'invio dei volontari.
Durante la "Spedizione dei Mille" condotta dai volontari di Garibaldi, con il tacito consenso del governo piemontese, e tendente a conquistare il sud dell'Italia, Angelico Fabbri vi partecipò con il grado di capitano di fanteria, a partire dal luglio 1860. Terminata la campagna militare, torna nel gennaio 1861 a Gubbio, che il 14 settembre 1860 era stata occupata dall'esercito piemontese.
Il nuovo consiglio Comunale si riunisce il 22 gennaio 1861 e nel corso di quell'anno si succedono tre sindaci: Vincenzo Toschi Mosca, Luigi Barbi e Emilio Benamati, che rimarrà in carica fino all'agosto 1865.
Angelico Fabbri è consigliere e assessore comunale, ma nel 1862, pur mantenendo la carica di consigliere, va al sud, nella regione Puglia, a combattere i briganti e la delinquenza presente in quelle zone.
Deputato al Parlamento - Terza guerra d'Indipendenza
Nel gennaio 1866 viene eletto deputato al Parlamento Nazionale. Ma pochi mesi dopo, partecipa alla terza guerra d'indipendenza, insieme ad oltre duecento eugubini, di cui due (Domenico Cesarini e Nazzareno Bazzucchi) morirono nell'affondamento della nave ammiraglia "Re d'Italia" durante la battaglia di Lissa. Angelico Fabbri e Domenico Capobianchi (volontario eugubino nell'esercito di Garibaldi) furono decorati con la medaglia d'argento al valor militare.
La pace portò all'annessione di Venezia e il Veneto con il Regno d'Italia e ciò impose l'elezione di un nuovo parlamento nazionale nel 1867, elezioni alle quali Fabbri decise di non partecipare.
Probabilmente era già nell'aria il tentativo di Garibaldi di occupare Roma. A questa operazione militare, infatti, partecipa anche Fabbri alla testa di un gruppo di volontari umbri. Purtroppo l'intervento delle truppe francesi di Napoleone III, a difesa dello Stato Pontificio, fanno naufragare il tentativo e Garibaldi fu sconfitto a Mentana il 3 novembre 1867.
Intanto Gubbio dal 1866 al 1872 è amministrata dal sindaco Alessandro Domeniconi, a cui fa seguito il sindaco Vincenzo Maria Toschi Mosca fino al 1876.